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"Noi tutti siamo peccatori: tutti. Abbiamo peccati. Ma la calunnia è un’altra cosa. E’ un peccato, sicuro, ma è un’altra cosa. La calunnia vuole distruggere l’opera di Dio; la calunnia nasce da una cosa molto cattiva: nasce dall’odio. E chi fa l’odio è Satana. La calunnia distrugge l’opera di Dio nelle persone, nelle anime. La calunnia utilizza la menzogna per andare avanti. E non dubitiamo, eh?: dove c’è calunnia c’è Satana, proprio lui”. (Papa Francesco, 15 Aprile 2013)

animalisti

Da Il Timone n. 154 - giugno 2016
Basterebbe il buon senso per cogliere l’assurdità di negare la differenza tra l’essere umano e le altre creature. Ma oggi il mondo si è rovesciato e bisogna tornare alla teologia per spiegare la grandezza dell’uomo davanti a Dio
di Claudio Crescimanno

di Alfredo Mantovano
Da decenni la criminalità mafiosa dedica una cura particolare - fino alla ostentazione - ai simboli e alle pratiche della religione cattolica, superando senza difficoltà l’evidente contrasto con qualsiasi criterio di verità e di coerenza di vita. La cura cresce, e con essa le manifestazioni esteriori, quando la chiesa diventa il luogo nel quale celebrare eventi significativi riguardanti gli esponenti del clan, e giunge all’apice col funerale. Ciò accade per due ragioni, che si intrecciano: nelle aree di più antico radicamento delle cosche il sentimento e la pratica religiosi hanno ancora consistenza; la pretesa dei mafiosi di dimostrare che la mafia è espressione autentica di quelle zone passa attraverso atti esterni di devozione da parte dei capi e delle rispettive “famiglie”.